L'incubatoio di Cavizzana

Al fine di garantire la salvaguardia della trota Marmorata nelle acque in concessione, l’Associazione produce annualmente presso il proprio incubatoio uno stock di trotelle con misura 6/9 ottenute da uova di riproduttori selvatici catturati in ambienti acquatici solandri al momento della frega naturale, quindi in ciclo aperto. Una piccola riserva di riproduttori in cattività è mantenuta presso i canali naturali esterni.

Il periodo di maturazione delle fattrici nelle acque libere solandre va dal 25 ottobre al 20 novembre circa. Durante le operazioni di cattura con elettropesca, viene effettuata una prima necessaria selezione delle trote trattenendo gli esemplari fenotipicamente validi, quindi le stesse sono portate all’incubatoio per il tempo strettamente necessario alla “mungitura” delle uova ed alla loro fecondazione.

Per procedere alla riproduzione, le trote femmina sono sottoposte ad una anestesia e vengono spremute per ottenerne le uova su cui verrà asperso con lo stesso procedimento lo sperma del maschio. Dopo la spremitura, i riproduttori sono restituiti con tutte le cure all’ambiente acquatico di origine, riportandoli nella zona di cattura iniziale. Dopo un necessario lavaggio e disinfezione, le uova sono poste in batterie incubatrici dove circa 70 giorni dopo iniziano a schiudere. L’uovo, rompendosi, libera una piccola larva dotata di un voluminoso sacco vitellino essenziale per il suo iniziale sostentamento.

Esaurito, in circa quattro settimane, questo primo nutrimento, gli avannotti hanno necessità di alimentarsi e perciò vengono liberati in piccoli e tranquilli affluenti del torrente, ambienti che possono garantire loro cibo, rifugio ed uno sviluppo naturale, o in scatole “vibert” appena prima della schiusa. Dall’anno 2002, l’Associazione ha iniziato l’allevamento in cattività degli avannotti fino allo stadio di trotella, superando gli ostacoli che fino a poco tempo fa impedivano la delicata fase dello svezzamento.

Purtroppo la riproduzione naturale della Trota Marmorata nelle acque del torrente Noce è notevolmente ostacolata dall’intervento umano, tanto che la maggior parte delle "freghe" naturali del torrente Noce sono compromesse dai giornalieri sbalzi di portata causati dallo scarico dalle centrali idroelettriche della Val di Peio.

Ciò ha convinto l’associazione ad operare a sostegno della sopravvivenza di questo prezioso endemismo, nella speranza di non vedere estinguere in pochi anni la Trota Marmorata dalle acque solandre.
Dal 2016 è in atto una collaborazione stretta con la vicina Associazione APS C6 della Val di Non, per l'uso in comune dell'incubatoio ai fini di un miglior utilizzo e produzione di novellame pregiato per entrambe le Associazioni.